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In seguito al grande caldo scoppiato a Torino nell'estate del 1776, il Re di Sardegna Vittorio Amedeo III, emano' disposizioni che vietavano l'uso malsano di sotterrare i morti nelle cisterne delle chiese o in cappelle private e stabiliva la costruzione di due cimiteri al di fuori delle mura cittadine : San Pietro in Vincoli e San Lazzaro.

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Ai giorni nostri esiste solo il cimitero di San Pietro in Vincoli, San Lazzaro, ubicato sulla sponda del Po che fronteggia il Monte dei Cappucini, fu attivo fino al 1829 e in seguito demolito.
I torinesi soprannominarono San Pietro in Vincoli in " San Pe' di Coi", nella zona esistevano orti che fornivano il vicino mercato di Porta Palazzo, ( i coi in dialetto piemontese sono i cavoli ).

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Si incominciò a chiamarlo " cimitero degli impiccati "quando un'area fuori dalle mura consacrate venne adibita alle sepolture dei suicidi, dei non battezzati e dei giustiziati che all'epoca venivano uccisi con l'impiccagione nella vicina Piazza ancora oggi chiamata "Rondò della Forca".

A Torino era in uso, quando qualcuno ti faceva andare fuori di testa urlargli dietro "Va 'n sla furca!"  Vai sulla forca.

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Il cimitero è di forma rettangolare, in stile neoclassico, la facciata esterna presenta capitelli con ghirlande e sul timpano è rappresentato l'angelo della morte.
All’interno sui lati del perimetro un porticato che ospitava le cripte delle famiglie nobili e benestanti, lo spazio centrale era adibito ad ossario e 44 pozzi per i corpi senza bara, le salme dell’Ospedale dei Pazzi, delle Orfane e dei fedeli di una decina di parrocchie urbane.
La cappella interna presenta capitelli con teschi alati.

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A rendere ancora più spettrale San Pietro in Vincoli, contribuì la disposizione regia che permetteva l’utilizzo dei cadaveri dei condannati per le lezioni di anatomia degli studenti della medico-chirurgia dell'epoca.

Al cimitero è legata la leggenda della " Dama Velata ", ma questa è un'altra storia che andrò a raccontarvi.

Il cimitero sconsacrato e chiuso, attualmene restaurato, ospita in estate spettacoli teatrali e musicali alternativi.

La Cappella è stata sede provvisoria della Biblioteca Internazionale di Cinema e Fotografia Mario Gromo, ora Bibliomediateca "Mario Gromo".


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